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Un anno di Eurolega

L’Eurolega 2008-09 ha aperto i battenti con la promessa di essere una delle migliori edizioni di tutti i tempi. Il roster dei campioni in carica del CSKA Mosca è rimasto praticamente invariato e pronto a competere per la terza corona in quattro stagioni. Eppure, la corazzata moscovita ha dovuto affrontare la concorrenza di molte squadre, agguerrite e potenti come non mai per detronizzare la regina d’Europa.
Ad inizio stagione, tra i favoriti al titolo sicuramente vi erano il CSKA, i rigenerati mastini ellenici di Panathinaikos e Olympiakos, il quartetto di club spagnoli Regal FC Barcelona, Tau Ceramica, Unicaja, Real Madrid e, infine, Montepaschi Siena ed il Maccabi Electra Tel Aviv. Se si eccettua la partenza della point guard Theo Papaloukas, il CSKA Mosca ha mantenuto il suo nucleo vincente agli ordini di coach Ettore Messina: le guardie JR Holden e Trajan Langdon più l’ala forte Matjaz Smodis, nonchè le conferme del duo Ramunas Siskaukas-Nikos Zisis con l’aggiunta del trio formato da Terence Morris, Zoran Planicic e Erazem Lorbek a condire il tutto.
Il Panathinaikos ha cominciato la stagione affamato come non mai, dopo aver mancato le Final Four 2008 e con esse la possibilità di difendere il campionato conquistato ad Oaka nel 2007; Zeljko Obradović ha aggiunto al suo già potente roster giocatori del calibro di Nikola Pekovic, Antonis Fotsis e Drew Nicholas.
Le maggiori novità le ha riservate l’Olympiakos, consegnando a Panagiotis Giannakis una serie di top-players per inseguire quel titolo che manca in bacheca dal 1997: Papaloukas ha portato, di ritorno al vecchio al club, l’esperienza di due titoli e sei Final Four con il CSKA mentre Nikola Vujcic si è presentato con due corone e quattro apparizioni alle Final Four raggiunte con il Maccabi Tel Aviv; così come Yotam Halperin, anche lui tra i dodici che vinsero due titoli e raggiunsero 3 semifinali con il Maccabi. In più, è arrivato quel Josh Childres dagli Atlanta Hawks.
Altri movimenti in entrata della stagione degni di nota sono stati il ritorno di Coach Duško Ivanović al Tau Ceramica dopo tre stagioni al Barcellona, dove è stato brillantemente sostituito da Xavier Pascual sin dalla fine della scorsa stagione. Due grandi club che hanno cambiato allenatori in corsa, invece, sono stati la Lottomatica Roma che, salutato Jasmin Repesa, ha affidato la guida a Fernando Gentile e Pini Gershon, tornato al Maccabi per la prima volta dal 2006, quando i canarini furono sconfitti in finale dal CSKA nel tentativo di inanellare il loro terzo titolo consecutivo. Tra i giocatori di rilievo venuti a disputare l’Eurolega citiamo Carlos Arroyo (Maccabi) e Brandon Jennings (Lottomatica Roma), senza però dimenticare il figliol prodigo Juan Carlos Navarro, tornato a Barcellona dopo l’anno di Erasmus in Nba e Primoz Brezec (Roma), di nuovo in Europa a sette anni di distanza dalla sua ultima apparizione.
Una delle star rimaste con la sua squadra, capace però di migliorare il suo già decisamente stellare gioco è il quattro volte Miglior Difensore dell’Eurolega Dimitris Diamantidis, che ha elevato il suo basket offensivo di un gradino, rimanendo comunque dominante sotto l’aspetto difensivo. Con la partenza di Planicic dal Tau, Igor Rakocevic ha intensificato il suo gioco sotto la guida di Ivanovic, guidando la classifica marcatori con più di 18 punti di media. Sani Becirovic è stato il secondo miglior marcatore della Regular Season con Roma (17,4 ppg), una volta aumentati minutaggio e responsabilità dopo il suo addio al Panathinaikos. Pat Burke si è trovato in una situazione simile con il suo passaggio all’Asseco Prokom, con cui ha totalizzato in media quasi 11 punti 6,9 rimbalzi (terzo migliore dell’eurolega), compresa la sua stratosferica ottava giornata di Regular Season da 18 punti e 20 rodmans, trasformandosi nel solo ottavo giocatore a catturare almeno 20 palloni in una singola gara di Eurolega.
Come ogni anno, nella massima competizione europea per club compaiono giovani giocatori che si proiettano sulla scena come le prossime stelle del continente. E la stagione 2008-09 non è stata certo diversa: Nikola Pekovic aveva già procurato notevoli giramenti di testa la scorsa stagione, quando ha mediamente viaggiato a più di 16 punti e quasi 7 rimbalzi in maglia Partizan; ma il 23enne non si è certo fermato dopo il trasferimento al Panathinaikos, andando in doppia cifra in almeno 15 delle 19 partite disputate. A sostituire Pekovic come closer del Partizan è arrivato Novica Velickovic, con 14 punti di media nelle Top 16 per guidare il club di Belgrado ai Quarti di Finale. Il Maccabi, nel frattempo, ha allevato due giovani giocatori con potenziale da superstar come Lior Eliyahu che, in questa stagione, ha registrato il più alto indice di valutazione per gara con il 42 ottenuto durante il sesto turno, grazie ai 24 punti, 17 rimbalzi e 6 assist. Ed il ventenne Omri Casspi, in doppia cifra ben sette volte, compresi i 19 punti dell’ottava giornata.
Un altro ragazzo ad emergere è stato Ersan Ilyasova, ala ventiduenne del Barcellona che ha messo a segno 30 punti e 11 rimbalzi contro l’Alba Berlino durante le Top 16.
I tifosi spagnoli hanno potuto lanciare un’occhiata più da vicino ad uno dei migliori giovani giocatori di tutto il globo, ovvero la point guard del DKV Joventut Ricky Rubio: il talento 19enne, tuttavia, non ha potuto pubblicizzare al meglio il suo marchio di fabbrica in questa annata di Eurolega, avendo saltato la prima metà della regular season a causa di un problema al polso, aggregandosi così ai compagni non prima delle Top 16.
Il fatto che squadre zeppe di talento come Badalona o Efes Pilsen abbiano mancato l’accesso alle Top 16, inoltre, dimostra proprio quanto alto sia il livello della competizione. Quattro squadre iberiche hanno raggiunto la Top 16 e, addirittura, Unicaja, Barcellona e Tau hanno vinto i loro raggruppamenti. La prima fase ha visto anche il CSKA Mosca perdere due volte in casa, mostrando qualche falla tra le fila dei detentori. L’Alba Berlino è tornata a partecipare in Eurolega per la prima volta dal 2003 ed ha raggiunto il Bamberg nella ristretta cerchia di club tedeschi approdati alle Top 16, dove si sono ritrovati in un girone di ferro con Barcellona, Real Madrid e Maccabi Tel Aviv che non ha lasciato loro scampo.
Alla fine, sono stati i soliti noti ad andare avanti nelle fasi successive della manifestazione: Spagna e Grecia, infatti, hanno spedito cinque delle loro otto squadre complessive ai Playoffs assieme a CSKA, Montepaschi Siena e Partizan. E nella Final Four di Berlino si è imposto Panathinaikos, dopo aver sconfitto i cugini dell’Olympiakos in una storica semifinale ed aver debellato, in una straordinaria finale, la corazzata di Ettore Messina. Devotion.
(Traduzione a cura di Aljosa Vella)









Bene, ma non benissimo: due paroline su McIntyre, forse, si potevano spendere…