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World B Free-Un Principe a Mezz’Aria Capitolo IV

Sei il giocatore con probabilmente il più grande nickname nella storia della NBA, chi pensi abbia il miglior soprannome della Lega oggi?

Mi piace quello di Allen, ‘The Answer’. Quando ha messo piede nella Nba, gli chiesero come veniva chiamato. Ha detto ‘Alcuni mi chiamano Bubba Chuck. Alcuni dei miei amici mi chiamano The Answer, perché quando sono in campo rispondo ad ogni chiamata. ‘E da allora, per tredici anni è stato soprannominato così ed io lo adoro.

Hai detto l’altro giorno di aver giocato con Joe “Jelly Bean” Bryant e che Kobe si aggregava spesso agli allenamenti della squadra. Puoi svelarci qualcosa di più sul giovane 24 gialloviola?

A quel tempo Kobe era un freshman alla High School e giocava con noi quando ci mancava qualcuno. Conoscevo già Kobe, perché lo avevo visto alla Lower Merion High School. Quindi sapevo del suo talento. Ma quello che non sapevo era come era diventato bravo a giocare in Italia, dove affrontava un sacco di ragazzi più grandi di lui. Poi lui giocava con suo padre, ogni giorno. E suo padre era solito batterlo al campetto. Kobe avrebbe potuto superarlo ma Joe non glielo permetteva, riempiendolo di falli. E io dicevo ‘Ma dai, questo è fallo!’ E Kobe continuava sempre a giocare. Capivo che stava per nascere qualcosa di veramente speciale, perché non piangeva, nè si lamentava minimamente. E anche il resto del nostro team lo sapeva bene. Se li metteva in tasca. Tutti, a parte forse Vernon Maxwell, credevano in Kobe.

Dimmi perché lo stile è importante nel basket. Cosa hanno in comune stile e basket?

Vedi, è come un grande uno contro uno tra due grandi giocatori di basket. Stai parlando dei Michael Jordan, dei Magic Johnson, dei Larry Bird, dei World B Free di questo mondo. Quello che facevamo era scendere in campo e giocare con stile. Stile, dentro e fuori dal campo. Ed ecco perché è importante quello che indossi. Quindi, che tu sia sul parquèt o per strada, la gente percesce che ti distingui dagli altri.


Vuoi dire che Allen Iverson è il World B Free di oggi perché ha lanciato un nuovo stile di gioco?

Vorrei dire che Allen Iverson potrebbe essere un World B Free odierno per quello che ha dato al basket - oltre a quello che ha fatto fuori. Lui è un’icona per i giovani. I suoi vestiti e il modo in cui li indossa, le trecce in campo. Ha il suo stile.

Quante scarpe hai in casa?

(pensa) Direi più di un migliaio di paia.


Hey, quanto spazio hai?

Beh, non ne occupano molto. Ho una di quelle case pulite e una scarpiera dove basta premere un pulsante per farla girare fino a quando non incontro il paio che voglio. Me l’ha fatta un mio amico e direi che ha fatto davvero un buon lavoro.

Hai giocato in Nba per tutti gli anni ‘60 fino all’inizio del 80ies e hai sempre dominato la Lega con il tuo stile. Che tipo di reazioni hai ricevuto per lo stile di World B Free?

Sono stato sempre un trendsetter. Quando vedevo qualcuno indossare roba che mi piaceva, ho sempre cercato di riprodurla poi in modo diverso. Se qualcuno, ad esempio, portava i calzini alti o bassi, io li indossavo a metà. Non ho mai voluto assomigliare a qualcuno. Volevo essere World B Free. E volevo che la gente dicesse ‘Wow, Se World B Free indossa qualcosa, deve essere per forza qualcosa di diverso’. Questo è quello che volevo la gente pensasse di World B Free.

Indossavate catene d’oro anche durante le partite. Dammi onestamente il tuo parere sul dress code NBA.

Il mio parere in merito non conta nulla. Ma credo che oggi i giocatori dovrebbero indossare giacca e cravatta. Quando sei un professionista e ti presenti in pubblico, devi vestirti di conseguenza. Tornato a casa dopo la partita, poi, puoi rilassarti ed indossare qualcosa di più comodo. Ma quando sei in pubblico, è necessario prestare attenzione al fatto che ci sono anche i bambini ad osservarti.

Come hai reagito quando hai saputo che la k1x diversi anni fa voleva creare tutta la linea basandosi su di te?

La prima volta che loro sono venuti da me ero estasiato. Poi, ogni volta che le compagnie venivano, qualcosa era cambiato. Un giorno, mio figlio mi disse ‘papà, sarebbe bello avere la propria linea personalizzata di scarpe. Dovresti andare avanti fino in fondo. ‘E un anno più tardi la K1X mi offrì una seconda possibilità per portare avanti le miei idee, sino all’All Star Game di Philly nel 2002. Lo sapete, la bontà di Dio si manifesta nei modi più disparati. Credo che sia una grande cosa, perché, come ho detto, sono un ragazzo elegante, un trendsetter. E cerco di portare il meglio. E questo è ciò che ha fatto K1X, il meglio.

Foto: Steve Boyle

Intervista: Niels Jäger & Christian Trojan

Traduzione italiana a cura di Aljosa Vella

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